AND YOU'LL NEVER HEAR ME SAY ALL THESE WORDS ABOUT YOU
domenica, 08 novembre 2009; 18:51
Template nuovo! Era ora di cambiare un po' l'aria, da queste parti si iniziava a sentire odore di marcio e di putrido. Non che passare da un template bianco e nero a uno nero e bianco sia rivoluzionario, almeno l'intenzionalità c'è. Questa settimana niente lezione, ho cominciato ad abitare sul mio letto attaccata al computer e tornare a casa alle 4 di notte, con conseguente mal di schiena nella zona lombare e poca voglia di vivere. Nello specifico, non è che tornare alle 4 di notte mi faccia sentire una persona figa, anzi.
Sono in un periodo eccezionalmente statico.
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POSSIBLY MAYBE
giovedì, 29 ottobre 2009; 15:26
Pomeriggio tipo: togliersi lo smalto dalle unghie con i denti, sentire tua madre al telefono che ride dall'altra parte della stanza, il piumino a quadrettoni blu e verdi dell'ikea, cazzeggiare su facebook, nel boom di produttività farsi la doccia e leggere qualche pagina di macro o diritto internazionale pensando a come sputtanare 10 euro il venerdì seguente (forse al Crash a vedere Apparat da brava punkabbestia).
Conversazione nei bagni della facoltà:
X: -Eh, magari continuassimo ad avere 20 anni per tutta la vita!-
V: -Ma non è detto sai, ogni età ha i suoi problemi...-
X: -Perchè? Che problemi dovremmo avere?-
V: -Non so... magari i tuoi genitori non ti lasciano molta libertà... o problemi col moroso... che ne so...-
X: -No, io sto benissimo, e vorrei rimanere così per sempre!-
Da questo evinco che dovrei essere fuori a fare la ventenne saltellante ma tutto quello che rimane di me è un gattino caduto in una pozzanghera (cit.) oppure una sbarba che si piscia addosso (cit.)
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SCHIZZY ovvero MEGLIO STUDIARE.
domenica, 20 settembre 2009; 13:02
Ho finito di lavorare. Non credevo di poter resistere a due mesi di reclusione a Bologna, specie quelli estivi, dopo la partenza dei miei amici. E invece ce l'ho fatta. Sono stati i due mesi più lunghi della mia vita. Non per la fatica o per l'essere stata praticamente da sola, no. Ma per i miei superiori, anzi, per uno di essi. Io giuro che non credo mi sia mai stata veramente sul cazzo una persona. Cioè, di solito non ho ma odiato le persone in toto, ma solo certi loro atteggiamenti. Va bene, non sono di certo la persona più adorabile di questo mondo, e sicuramente mi sta sul cazzo più o meno il 90% della popolazione mondiale, però ci parlo, o comunque la sopporto.
Ma lei no.
Mi sono beccata un sacco di cazziate dai miei responsabili, e siccome sono tonta, ci stavano. Le sue no. Una mattina di agosto (35 gradi) stavo trasportando 20 scatoloni da 10 kg l'uno per 3 rampe di scale (montacarichi inesistente). Ero sudata fradicia, manco a dirlo. Questa, con la sua faccia da aristofreak di merda, mi ha urlato dietro per DUE ore. Non parliamo poi del fatto che ha storpiato il mio nome in Velocina. Poi io lo so che lei è un'assetata. I suoi commenti sui colleghi maschi sono quelli che potrebbe fare un camionista bulgaro su Ilona Staller. Perchè lei ha due facce. Coi superiori è gentile, chiama tutti "tesoro" e da secchi bacini sulle guance finto affettuosi. Coi sottoposti è stronza, sgarbata e acida. Un classico, insomma. Solo che lei è di sesso femminile, giovane, magra e aristofreak. Fra le sue perle storiche:
- "IO TI CAZZIO PERCHè POI CAZZIANO ME, E NON MI SEMBRA GIUSTO DOVER ESSERE L'UNICA A SUBIRE!" (ineccepibile)
- "SPOSTATI." (ogniqualvolta si incroci il suo sguardo/cammino)
- (Durante l'arrivo della merce d'agosto con 35 gradi) "MA SEI RIUSCITA A PRENDERE ANCHE IL CAMPIONARIO?? Ma io non lo so, non lo so, proprio non lo so..." (da pronunciare con voce tra il pianto e il disperato)
- Scena: magazzino invaso da scatoloni. Una quantità imprecisata di essi deve essere aperta e svuotata. Per informazioni commetto il grave errore di rivolgermi a lei, intenta a leggere su un foglio. "Scusami, ma devo aprire anche ques..." "SI PERò STAI ZITTA CHE SE NO NON MI CONCENTRO."
- Scena: cassa. Coda chilometrica di clienti. Io mi faccio spuntare altre due braccia per servire tutti. A un certo punto sbotta la Schizzata: "VALEEEEE... DOVE HAI MESSO LE GRUCCE NERE?" io, presa da altri problemi ("eh questa taglia non va bene, eh dovrei fare un rimborso, eh questo non lo batta signorina che ci devo pensare"): "Guarda non lo so, sono in cassa con molta coda, dovrebbero essere lì sul carrello delle grucce..." "AAAAAH IO TI SENTO PARLARE MA E' TOTALMENTE INUTILE, LE TUE PAROLE NON SERVONO A NIENTE..." (dopo questa frase i clienti in fila sgranano gli occhi verso Schizzy e se ne vanno, sconvolti)
Ciao, cara la mia Schizzata. Ora io me ne sono andata e fra poco partirò per il mare, starò una settimana in panciolle, forse andrò persino alle terme e di certo mangerò lo squacquerone coi fichi caramellati, bontà rustica che tu, fuorisede con pretese intellettuali, non puoi nemmeno concepire, e che mi ripaga di tutto il tempo speso a sentirti blaterare insulti. Mangerò come un bue e se va bene andrò anche a passeggiare in spiaggia, ma tu ovviamente non puoi capire di cosa sto parlando perchè sei un aristofreak volutamente pallida e anoressica. Così come non concepisci che puoi fare le ramanzine, tutte quelle che vuoi, ma con un minimo di rispetto. Non sei l'unica che si ammazza là dentro. E alla facciazza tua, mi gratterò per una settimana pensando che tu sei rinchiusa in quella gabbi di matti a spostare continuamente vestiti, perchè alla fine il tuo lavoro è quello. Spostare continuamente dei vestiti. Divertiti, Schizzy!
MUAHAHAHAHAHAHAHAHUAUAAHHHHHHHHHHHHHAAHAHAHAHAAHAAH!!!!!!!!!!!!!!
Vorrei poi ricordare il capo di Schizzy, detto l'Orso, che mi aveva dato l'affettuoso soprannome di "Embolo". Rimarrà nella storia la frase: "Fra due settimane torno. Spero di vederti ancora viva."
Eccome se sono viva, bebi!
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IL DONO USATO DELLA PERPLESSITĂ
martedì, 01 settembre 2009; 17:45
Quando ho sentito l'acquazzone, i tuoni, l'odore della pioggia, e quando ho visto il cielo grigio e i nuvoloni neri, per la prima volta ho sorriso. L'altro giorno sotto i portici l'aria era fresca e leggera e io nel mio giubbino camminavo contenta. "Arriva l'autunno, finalmente" è una frase che credo di non aver mai nemmeno pensato. Presto si torna a studiare, il lavoro finirà, ritorneranno gli amici e da lontano c'è già viale Berti che mi sorride. Non vedo l'ora di riprendere in mano i libri, e anche questa è una frase che credo di non aver mai pensato e me ne pentirò amaramente.
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E NON LA SPENGO
mercoledì, 12 agosto 2009; 00:30
Bologna, 12 agosto. Gli studenti sono a fare gli Interrail in paesi stranieri. Le famiglie sono in vacanza a Misano Adriatico o a Cervia o a Riccione. I ricconi sono in vacanza a Sciarmelsceic o a Porto Cervo o a Riccione. I miei sono in campeggio. I miei amici o sono tornati in terronia/legalandia o sono partiti o devono partire. Chi rimane qui al caldo a lavorare?
Io.
Come una cretina proprio. Perchè lavoro. In un negozio. In via Indipendenza. Anzi, visto il genere, direi Indie-pendenza. Qui mi fermo perchè devo. I soldi che riceverò (se li riceverò) sono da investire in un ambizioso e impegnativo progetto che dovrò portare a termine a tutti i costi. Nel frattempo mi godo la casa disperatamente libera e pneumaticamente vuota. Perchè occhei i miei rompono ma almeno davano un tocco di colore. Mi è rimasto il gatto, ma si sa, il gatto è troppo indie-pendente per cagarmi, l'unica che un po' mi fuma è la pianta carnivora (se non muore domani). Insomma sono da sola, sola come un gatto indie-pendente, sola come un gambo di sedano, sola ma male accompagnata, sola soletta, ma soprattutto sòla. E me la prendo comoda. Non cucino perchè non ne ho voglia. Mi nutro di frutta, tè verde e proprio quando la mia attività culinaria è al top, un piatto di pasta. Monopolizzo Sky quando fanno i film degni (e anche per Ugly Betty che per molte cose mi ricorda me) e poi leggo un casino. Mi hanno convinto a comprare un libro di Stephen Hawking (La Natura dello Spazio e del Tempo) , l'introduzione dice "si danno per scontati i fondamenti della teoria della relatività" e già cominciamo male, anzi malissimo, visto che il mio prof di Fisica la saltò a piè pari. E poi sto leggendo I Simpson e la Filosofia, che può sembrare una cagata ma non lo è, anzi! Mi sono accorta che capisco un libro di filosofia (for dummies) nonostante non sappia assolutamente nulla di tale disciplina. E' quello che mi tocca fare, sorprendermi, perchè poi ho capito che, per quanto mi dia fastidio, per questa estate mi sono resa conto che ha ragione un vecchio gruppo andergraund a dire "in ogni estate trovo che un po' di morte in fondo c'è."
Poi succedono quei miracoli tipo che un giorno piove, la gente si incazza perchè non può andare al mare e invece io sono contenta perchè non mi sto perdendo niente. :)
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AVERE VENT'ANNI*
venerdì, 24 luglio 2009; 02:44
Trovata su
internet :
"
Ciao Letizia, innanzitutto complimenti per questo spazio dedicato all'ascolto.
Ho 20 anni e sono una ragazza abbastanza matura per la mia età, ma sono anche un mix di contraddizioni: riflessiva, timida e insicura, a volte implusiva e testarda. Ti scrivo perché ho tanta confusione in mente e nel cuore. Frequento l'università, ma mi sento un po' deconcentrata.
La scorsa estate mi sono ritrovata a dover scegliere tra 2 ragazzi, peraltro migliori amici, uno lo conoscevo da 4 anni durante i quali c'è stata un'amicizia molto particolare. Entrambi liberi (lui è stato con altre) anche io conoscevo altri, ma non riuscivo a stabilire una relazione perché amavo lui.
L'altro ragazzo lo conoscevo da qualche mese, ma da subito mi sono sentita a mio agio, era più simile a me caratterialmente, ma fisicamente mi sentivo un po’ bloccata.
Decido per il primo che avevo sempre amato, ma mi aveva fatta soffrire. La nostra relazione inizia molto bene e nonostante qualche problema restiamo uniti contro tutti. Poi lui parte per un viaggio stabilito precedentemente, per trovare un'amica e al suo ritorno mi lascia per lei.
Dopo mesi di tristezza e dolore ricomincio ad affacciarmi nuovamente al mondo: università, amiche, uscite. Riprendo a sentire il secondo ragazzo e dopo un periodo di freddezza ritroviamo la sintonia, ma quando, circa 2 mesi fa mi chiede di vedermi mi blocco e rimando l’uscita
Adesso mi sento confusa, ho accettato la fine della mia prima storia tanto desiderata, rivedendo le foto vedo una persona che ho amato tanto, ma che è ormai distante, che non riesco a vedere senza star male, ma sto riuscendo a guardare oltre.
Non esco molto perché tutti i miei amici sono fidanzati, ho deciso di iscrivermi in palestra e in qualche chat, ma niente non riesco a trovare qualcuno che mi faccia stare bene.
Tuttavia in questi giorni penso a come riesce a farmi star bene il secondo ragazzo, anche se lo sento solo in chat. Ultimamente è un po' distante e freddo, l'idea che possa frequentare un'altra mi infastidisce ma non sono convinta di cosa provo per lui.
Uno dei problemi è che lui è sempre il miglior amico del mio ex e di una mia amica (ex migliore amica) con la quale ho delle incomprensioni perché è molto amica del mio ex e della sua nuova fidanzata. Quindi ha legami con un passato che vorrei chiudere.
Io non vorrei illuderlo, è una persona stupenda e forse gli ho anche fatto del male, non riesco a capirmi né a trovare una risposta o parlarne con qualche amica dopo la delusione con la mia ex migliore amica.
Confido in un tuo consiglio da esterna ai fatti... Dovrei tentare di vederlo e rischiare che adesso sia lui a chiudere la porta o chiudere da sola questa porta anche se fa male vederlo allontanare.
Aiuto, è già un mese che ci penso. Attendo con ansia la tua risposta."
Dopo questa lettera ho deciso che sono fortunata, estremamente fortunata. Perchè ho degli amici che nonostante tutto mi regalano piante carnivore, perchè ho ex fidanzati chiusi insieme agli scheletri nell'armadio genitori che di tanto in tanto sono simpatici e nessun casino di ragazzi/amiche/sentimenti/prese per il culo. Poi vabè, questa era un caso umano. E' stupendo smetterla di mettersi dietro alle persone, è ancora più bello scriverlo sul portatile nuovo alle due e quaranta di notte quando domattina dovrò alzarmi e andare a lavorare. Poi del lavoro ne parlo un'altra volta, che quello è un capitolo a sè.
Bella giornata, grazie :)
*quanta gente alla mia età scrive post con titoli del genere?
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LA FINE NON è LA FINE
venerdì, 03 luglio 2009; 11:40
Sono profondamente convinta che quello che rende un blog degno di essere letto è l'entusiasmo che il blogger possiede al momento della scrittura, e sono altrettanto convinta che il responsabile di tale entusiasmo è l'editor. Sì, l'editor. La forma dell'editor, i colori, il font. L'insieme. Dopo un po' di tempo, inevitabilmente l'entusiasmo si smorza e il blog decade.
Questo preambolo per dire che. Ho pensato di chiudere diverse volte MA! non posso farlo. Non posso perchè qui dentro c'è una cazzo di post-adolescenza. Quindi, salvaguardierò me stessa e la mia postadolescenza, prima di ogni altra cosa.
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I DONT' SEE WHAT ANYONE CAN SEE IN ANYONE ELSE, BUT YOU.
sabato, 13 giugno 2009; 12:53
Per quanto tempo posso continuare a fare questa vita? Per quanto tempo posso continuare a tornare a casa alle 3 tutte le sere, illudendomi di studiare? E' inevitabile guardarmi indietro, a distanza di un anno dalla maturità. E cos'è successo, in tutto questo tempo? Non ho (più) una compagnia stabile: faccio la farfalla sociale tra la mia balotta storica, i miei compagni di corso e qualche amicizia sparsa.
E poi lo studio. Non mi godo un esame che sia uno. Lo studio è immagazzinare più informazioni possibili? Io non credo. Sono sempre troppo divorata dalla tensione per provare amore e interesse per le materie che devo studiare, e non è sano. Sono riuscita ad apprezzare gli esami che ho dato solo dopo, al di là del voto, del professore e di qualsiasi altra cosa, quando ho scoperto dei riscontri pratici dei pomeriggi passati sulle sudate carte (la miopia e la scoliosi forse?).
Diritto Pubblico, nonostante io non abbia mai fatto diritto alle superiori, è una materia bellissima. Dico sul serio, mi infervora. Peccato che, come una qualsiasi branca del diritto, preveda un sacco di norme e principi da impararsi a memoria. E peccato che il capitolo 6 del Barbera-Fusaro sia lungo quanto la messa ortodossa (4 ore, per la cronaca). Quel capitolo infame mi ha portato via almeno una settimana di studio. Non è possibile fare
un capitolo lungo metà del libro, non è possibile! Un mio amico mi ha detto che al suo esame, 3 persone davanti a lui sono state liquidate e mandate a casa in meno di 5 minuti. Occhei, per essere un esame un comportamento del genere da parte di un professore può essere attendibile. Però io mi sto cagando in mano, e adesso capite perchè.
Poi c'è Statistica, a luglio. Diciamo che mi piace perchè tratta dei dati "reali". Diciamo però che io e i numeri siamo due mondi separati, malgrado mi sia rovinata l'adolescenza sui banchi di un liceo scientifico. Diciamo anche che devo prepararla in due settimane partendo da zero. Non voglio nel modo più assoluto mettermi a fare un calcolo delle probabilità che ho di passare l'esame. Ti prego, o Signore degli esami, aiutami tu.
Le possibilità sono:
- Non passo Diritto a giugno -> lo devo dare a luglio -> non lo passo nemmeno a luglio -> lo devo dare a settembre e mi sparo perchè dovrei dare anche Statistica
- Non passo Diritto a giugno -> lo devo dare a luglio -> lo passo a luglio -> a settembre devo dare Statistica
- Passo Diritto a giugno -> a luglio devo dare Statistica
Qui le strade si dividono:
- Passo Statistica a luglio -> siamo tutti felici e contenti
- Non passo Statistica a luglio -> la devo dare a settembre -> non la passo nemmeno a settembre -> mi sparo
- Non passo Statistica a luglio -> la devo dare a settembre -> la passo a settembre -> tiro un sospiro di sollievo dopo aver passato un'estate di merda.
E poi, oltre a preoccuparmi per i miei esami, continuo a fare avanti indietro tra qui e Cesenatico. La Romagna fa male, male, malissimo. Mi chiedo quanto ancora per me sarà possibile vivere senza orari, senza punti di riferimento. Per alcune cose, piccolissime, mi chiedo se potessi io tornare indietro,
sarebbe un sogno che... talmente bello che... non ci credo.
Consigliati dal vivo: Il Teatro degli Orrori. (sai che novità)
Da vedere: Juno. Anche per la colonna sonora. Anche per la struggente canzone alla fine. Anche per me, anche per lui.
La smetterò con le mie lamentele, la smetterò. Promesso.
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LA VIDA QUE VENDRĂ
martedì, 26 maggio 2009; 13:42
Ieri stavo riordinando un ammasso informe di vestiti presente in camera mia, probabilmente dovuto all'ultimo viaggio che ho affrontato, ma in larga parte attribuibile alla mia scarsissima propensione all'ordine domestico. Quindi, sostanzialmente, stavo piegando dei vestiti.
All'improvviso mi accorgo di un cd.
Un cd di quelli della pila di cd sullo scaffale di metallo in camera mia, quella pila che ho innalzato giorno dopo giorno da quando avevo 13, forse 14 anni.
Tacerò sul nome del gruppo e sul titolo dell'album. Dico solo che lo ascoltavo dai 13 ai 16 anni quando ho avuto il periodo rivoluzionario no global. Diciamolo, tutti abbiamo avuto un periodo rivoluzionario no global.
Ieri ho rivisto quel cd. Ho avuto come un'illuminazione.
Mettiamolo su.
Improvvisamente ho iniziato a udire al posto della voce del cantante la voce di un mio compagno di corso rivoluzionario no global. Occhei, il mio corso è pieno di rivoluzionari no global, ma questo mio compagno di corso è stato anche mio compagno di viaggio, e aveva (ha ancora direi) la peculiarità di sparare a manetta canzoni rivoluzionarie dal suo cellulare, nonchè di fare il capogruppo Alpitour della combriccola, riuscendoci peraltro egregiamente.
Perchè io, a 19 anni quasi 20, devo ancora commuovermi quando sento una canzone rivoluzionaria no global? Perchè?
Durante questi giorni ho riflettuto a lungo sul fatto che un anno fa non avrei mai pensato a distanza di 12 mesi mi sarei trovata in Romania, che ritenvo uno dei paesi più scrausi al mondo, con 12 persone che 12 mesi prima non avevo mai visto.
Chi sono?
Cosa sto facendo?
Dove sto andando?
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TRA IL DIRE E IL FARE C'è DI MEZZO LA PARANOIA
martedì, 26 maggio 2009; 13:41
Non mi reggono i nervi. E' come essermi costruita un'enorme ragnatela di impegni, cose da fare, relazioni, per scappare incessantemente dalla famosa "vocina nella testa". Occhei, detta così sembro il bambino di Shining che col ditino dice etroM. Il fatto è che la vocina nella testa c'è. O meglio, forse c'era. La vocina nella testa mi diceva di seguire una strada. Poi la strada mi ha portato in un burrone. Quindi, sto abbandonando la strada. Anche se è tremendamente difficile. Nel frattempo, ho altre strade da abbandonare ed altre da intraprendere. La vocina sembra tacere, ora.
E poi, sostanzialmente, ci ho avuto il mestruo.
E quindi scazzi. E quindi tanta roba. Litigate random, nervosismo a palate, acidità da zitella. Solita solfa da sindrome premestruale, mestruale e postmestruale. Che poi, se volete terrorizzare a morte un uomo, basta dire "mestruazioni". Mestruazioni, mestruazioni, mestruazioni! (Va bene, ho letto troppe volte i Monologhi della Vagina). Ho visto ragazzi impallidire di fronte a questa parola. Chissà che effetto fa, nella loro testa. "Oddio, è quando alle tipe esce il sangue dalla figa!" o qualcosa del genere. Amo le mie mestruazioni, la diminuzione di estrogeni e progesterone tira sempre fuori il peggio di me, e solo le mie mestruazioni solo in grado di farlo! Non la droga, non l'alcool, non lo studio, ma le mestruazioni! Solo le mie mestruazioni mi fanno capire quanto possa essere difficile sopportarmi, solo le mie mestruazioni mi fanno sentire gonfia come un pallone, brutta, goffa e sgodevole! Hilary Duff non si sente così! Io si, e ho una varietà di emozioni più ampia della sua! Mi sento pheega! Io amo le mie mestruazioni, cazzo! E non sarà certo l'opinione di qualche sbarbatello a impedirmi di farlo!
Potrei continuare con il Girl Power e altre stronzate, ma non lo farò.
Ho un gran freddo.
E fame.
Dicono sia la primavera. Io dico che è la diminuzione del livello di estrogeni e progesterone. Bibby qualche giorno fa mi ha detto che sono cambiata, che di conseguenza è cambiato anche il mio blog. Non credo sia la mia aria da universitaria, credo sia il non avere orari fissi e conoscenze alla cazzo vai e vieni. Non ne sono per niente orgogliosa, anche se mi fa stare sicuramente meglio rispetto all'anno scorso, quando mi rompevo i coglioni all'ennesima potenza ma mi sentivo sicura e protetta, nel mio piccolo. "Avevi il compito in classe, il concerto dei Muse e le vacanze a Cesenatico".
Ce li ho ancora, ce li ho ancora.
Il problema è che adesso sono una finestra chiusa. Male.
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Irene